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𝗔𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶

AMENDOLEA

Le fotografie raccontano un’acqua invisibile e potente che disegna i paesaggi delle tre linee, di crinale, di costa e di piana.

L’Amendolea è una sintesi di Mediterraneo, lambisce il mare e la sua costa, scende dall’Aspromonte. La sommità della montagna, la pianura, la costa: l’Amendolea accarezza le tre dimensioni e, talvolta, le minaccia.

Ghiaia e massi giacciono sul suo letto scoperto: il bianco pietrisco rivela l’assenza dell’acqua e scolpisce uno scenario metafisico, che nella fotografia diventa astrazione assoluta.

Alfonso Femia

Fiumara dell’Amendolea_2022

Il lavoro fotografico nasce da un riflessione con Alfonso Femia dopo il viaggio ‘Mediterranei Invisibili 2021’ www.mediterraneiinvisibili.com) condotto alla scoperta della Calabria, del suo paesaggio e del suo tessuto sociale.

In questa campagna fotografica ho voluto partire dalla foce dove l’acqua dolce che percorrendo più di trenta chilometri dalla sommità dell’Aspromonte attraverso un paesaggio complesso e delicato raggiunge il Mar Ionio.

Percorrendo a piedi il letto della fiumara e risalendo i crinali per prendere distanza essa si attraversa un primo tratto ampio che dopo l’innesto della fiumara di Condofuri si fa sempre più chiuso tra le montagne e dominato dal castello Rufo, dal centro abitato di Rogudi Vecchio (ora abbandonato) e quello di Raccaforte del Greco si rende evidente la fragilità del territorio; ma già dalla foce con la presenza di fitti cannetti e dalla forma dell’alveo dove scorre la poca acqua estiva si intuisce che qualcosa a monte è cambiato, infatti il bacino idrico del Menta utile per dare acqua alla città di Reggio Calabria blocca i forti flussi invernali utili trasportare le sabbie che concorrono al mantenimento della linea di costa e quindi alla sua erosione.

La fiumara diventa un territorio paradigma di numerosi altri che vivono in una situazione di precario equilibrio tra conservazione ed erosione, paesaggi che sotto la pressione antropica e nello stesso tempo il loro ‘oblio’ rischiano di perdersi o diventare pericolosi.

Credits

fotografie: Marco Introini

testo: Alfonso Femia

progetto grafico: Andrea Lancellotti

edizioni QUARANTOTTO

ISBN 979-12-210-4909-1

BIO:

Marco Introini (1968). Laureato in architettura presso il Politecnico di Milano.

Fotografo documentarista di paesaggio e architettura, è docente di Tecniche della rappresentazione dello spazio e di Rappresentazione del patrimonio costruito presso il Politecnico di Milano, di Fotografia dell’architettura presso la scuola di fotografia Bauer. Inserito nei venti fotografi di architettura protagonisti degli ultimi dieci anni da Letizia Gagliardi in La Misura dello Spazio. Nel 2015 e stato chiamato dalla Regione e dal Ministero per i beni culturali per documentare l’architettura dal dopoguerra ad oggi, sempre nello stesso anno viene invitato da OIGO (Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere) alla campagna fotografica sulla Calabria The Third Island. Nel 2016 ha esposto Ritratti di Monumenti al Museo d’Arte Moderna MAGA; partecipa alla XXI Triennale con Warm Modernity_Indian Paradigm (curato da Maddalena d’Alfonso) che, con omonimo libro, ha vinto il RedDot Award 2016. Nel 2018 è stato impegnato nei progetti: Mantova, architetture dal XII secolo al XX secolo esponendo al Palazzo Ducale di Mantova; Ormea: segni del paesaggio per il progetto Nasagonado Art Project (curato da Emanuele Piccardo), e con Francesco Radino Gli scali ferroviari di Milano per la Fondazione AEM. Nel 2019 è stato invitato alla residenza d’artista Bocs Art Cosenza, nello stesso anno è stato invitato a realizzare un progetto fotografico sulle Repubbliche marinare per la Biennale di Architettura di Pisa curata da Alfonso Femia ed ha partecipato al progetto Percorsi di Architettura italiana del Novecento commissionato dal MIBAC.

Nel 2021 ha lavorato a differenti progetti fotografici tra cui il patrimonio industriale di Lecco e il patrimonio boschivo della alta valle del Tanaro e nel 2022 con il lavoro La fiumara dell’Amendolea ha partecipato a La Biennale dello Stretto curata da Alfonso Femia con il quale sta elaborando alcuni progetti fotografici su città italiane ed europee nello stesso anno ha lavorato sulle architetture di per la mostra Architetture nella Storia tenuta al Museo del Palazzo della Ragione di Mantova. Nel 2023 è stato invitato dal MAN (Museo d’Arte della provincia di Nuoro) a partecipare workshop INFOSFERA dedicato alla collaborazione fra artisti e architetti per una lettura del paesaggio e la creazione di nuove narrazioni.

Le sue opere sono conservate alla Fondazione MAXXI, MAN, CSAC, Museo MAGA, Fondazione AEM, Veneranda Fabbrica del Duomo.

Ha al suo attivo molteplici pubblicazioni e mostre di architettura e paesaggio.

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