Alessandra Savelli

a cura di Taryn Ferrentino, fotografie di Alessandra Savelli
Infatti gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia (thaumázein): mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli astri, o i problemi riguardanti la generazione dell’intero universo. Ora, chi prova un senso di dubbio e di meraviglia riconosce di non sapere; ed è per questo che anche colui che ama il mito è, in certo qual modo, filosofo: il mito, infatti, è costituito da un insieme di cose che destano meraviglia. (Aristotele, Metafisica).
Per essermi sempre presso di me di Alessandra Savelli, vincitore della menzione d’onore per la qualità del progetto artistico nel Circuito OFF del Festival Fotografia Europea 2026, è stato presentato nell’ambito della mostra collettiva THAUMÁZEIN [visioni del reincanto] a cura di Taryn Ferrentino presso lo spazio di Marco Sergiampietri Tattooer in Via dei Due Gobbi 1, Reggio Emilia.
I progetti esposti nella collettiva THAUMÁZEIN, sono stati selezionati tramite una open call che reinterpretava il tema di Fotografia Europea 026 “Fantasmi del quotidiano” nell’invito a indagare quelle presenze più-che-umane che, senza essere individuate nè distinte, operano alla stregua di phantasmata, agendoci attorno, caratterizzando i luoghi, suscitando affetti, apparentandoci ad esse. Il testo d’invito esortava a usare la fotografia, come pratica immaginativa e di risensibilizzazione del reale, per generare visioni del reincanto: “Per reincantare il nostro stare al mondo abbiamo bisogno di altri modi di vedere, sentire e pensare le relazioni con ciò che ci circonda. Se guardassimo oltre il racconto antropocentrico e considerassimo le esistenze che agiscono da altre prospettive troveremmo storie i cui personaggi sono più-che-umani. Oltre noi, altre presenze abitano i paesaggi che abitiamo, possiamo percepirle nelle geografie poderose, nelle manifestazioni meteorologiche e anche nei luoghi famigliari, alcune hanno dato vita a miti tuttora operativi, altre vengono appellate con pronomi e nomi di persona. Alla stregua di entità fantasmali irrompono nel quotidiano, stupiscono, disorientano, provocano visioni. E se fosse proprio la meraviglia a spezzare il disincanto? se fosse in grado di sovvertire l’immaginazione?”
Con Per essermi sempre presso di me, Alessandra Savelli racconta di Foci (IS), piccolo centro dell’Appennino molisano con un territorio segnato da frane, terremoti e spopolamento, trasformandolo in uno spazio interiore e poetico. Attingendo all’archivio familiare (fotografie, disegni e testi delle due generazioni che l’hanno preceduta) e tramite il proprio racconto fotografico vivifica di nuova presenza ciò che le sembra stia scomparendo. Nel rimirare con inedita meraviglia un paesaggio che conosce da sempre rimpasta la memoria con nuove immaginazioni. Usando lo stupore, come metodo conoscitivo, ne fa uno strumento per trasformare il reale rinnovando il legame con tutto. Nell’allestimento di Taryn Ferrentino le fotografie sono presentate come cartoline da Foci in Molise indirizzate ai propri ultimi abitanti. In un ultimo atto artistico, a conclusione dell’esposizione, le opere verranno spedite ai destinatari.
(testo di Taryn Ferrentino)
Biografia: Alessandra Savelli nasce nel 1992 in Abruzzo, cresce tra le montagne dell’Appennino e la casa di famiglia a Foci, piccolo borgo del Molise. All’età di quattordici anni si trasferisce a Ravenna, dove vive tuttora. Fin da bambina sviluppa una profonda attenzione per la natura e per l’osservazione dei dettagli della vita quotidiana, elementi che ancora oggi costituiscono il nucleo della sua ricerca.
Dopo una formazione universitaria in ambito economico, si avvicina alla fotografia come strumento di indagine e narrazione. Attraverso l’immagine esplora temi legati alla memoria, all’identità e alla dimensione intima dell’esperienza, concentrandosi sulle relazioni che si instaurano tra esseri umani, paesaggio e ambiente naturale.
Dopo un primo percorso di ricerca personale da autodidatta, nel 2023 intraprende gli studi presso la Scuola di Fotografia SpazioLabò di Bologna, dove approfondisce la progettualità fotografica e il dialogo tra immagine, archivio e scrittura.
Nel 2025 realizza Per essermi sempre presso di me, progetto sviluppato dopo anni di ricerca personale nell’ambito del Corso Annuale Progettuale di SpazioLabò. Il lavoro nasce dal ritorno nella casa d’infanzia e da una riflessione sul legame con il paese, la natura e sui temi della memoria e della trasformazione dei luoghi. Nell’agosto dello stesso anno il progetto viene restituito alla comunità di Foci attraverso una mostra fotografica aperta al pubblico, allestita nella casa stessa.
Tra il 2025 e il 2026 inizia a frequentare la Scuola Elementare di Fotografia di Ravenna, con cui sviluppa Tapetum Lucidum, una ricerca sul rapporto tra essere umano e fauna selvatica attraverso il punto di vista degli animali oggetto dell’attività venatoria nel territorio di Ravenna, interrogando una dimensione percettiva fragile e non antropocentrica.
Alla fine del 2025 avvia inoltre un laboratorio fotografico all’interno di una comunità residenziale etico-dialogica per minori in provincia di Ravenna, con l’intento di costruire un progetto artistico collettivo sulla vita all’interno della comunità.
La sua pratica fotografica si concentra sulle relazioni tra esseri umani e natura, mettendo al centro il punto di vista del mondo animale e le sue modalità di presenza nel paesaggio.








